Notizie della Calabria del 19 maggio con radiogiornale

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CENTRO CARA. RESTANO IN CARCERE LEONARDO SACCO E DON EDOARDO SCORDIO
Restano in carcere Leonardo Sacco, capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, e don Edoardo Scordio, parroco della stesso comune del Crotonese, fermati lunedì scorso in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta “Jonny” sui presunti illeciti nella gestione del centro di accoglienza per migranti.
Il Gip di Crotone, Abigail Mellace, non ha convalidato i fermi di Sacco e Scordio, ma ha emesso nei loro confronti la misura cautelare concordando con l’impianto accusatorio sostenuto dalla Dda secondo cui il centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto sarebbe stato controllato dalla cosca Arena della ‘ndrangheta. Secondo le risultanze dell’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro, il Cara di Isola Capo Rizzuto, in particolare, era diventato una sorta di “bancomat” della cosca Arena, che si sarebbe appropriata dei fondi destinati alla struttura, per un totale di 36 milioni di euro.

SOSPENSIONE DALLE PUBBLICE CARICHE
Sei ordinanze di sospensione dalle cariche pubbliche sono in corso di notifica da parte dei finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme e degli agenti della polizia di frontiera dell’aeroporto, nell’ambito dell’inchiesta “Eumenidi, che nelle scorse settimane aveva portato all’arresto dei vertici della Sacal, la società che gestisce lo scalo. Destinatari dei provvedimenti, emessi dal gip Valentina Gallo su richiesta del procuratore Salvatore Curcio e dei pm Agostini e Scavello sono un dipendente Enav, Angelina Astorino, responsabile del centro per l’impiego di Lamezia; Gianpaolo Bevilacqua, dipendente della Regione; Sabrina Mileto, responsabile dell’area personale Sacal; Bruno Vincenzo Scalzo, dipendente Enav; Floriano Siniscalco, funzionario della Provincia di Catanzaro; Marcello Mendicino, sottufficiale dei carabinieri. Per altre sei persone, il gip, pur ritenendo sussistente la gravità indiziaria, ha ritenuto assorbenti le dimissioni presentate dal Cda di Sacal o dai pubblici uffici.

CHIUDE IL TRIBUNALE DI ROSSANO. MANIFESTAZIONE A ROMA
Manifestazione a Roma, in piazza Santi Apostoli, contro la chiusura del Tribunale di Rossano. I manifestanti, partiti ieri sera con due pullman, sono giunti stamani nella Capitale. All’iniziativa sono presenti cittadini, avvocati, molti sindaci della fascia ionica e rappresentanti delle istituzioni a vari livelli. I manifestanti hanno consegnato il dossier sulla storia del tribunale di Rossano ad un funzionario del Quirinale che ha garantito di farlo avere al Capo dello Stato Sergio Mattarella, il quale – ha fatto sapere lo stesso funzionario – darà una risposta in tempi brevi. La protesta, organizzata dal Gruppo d’Azione per la Verità (Gav) e sostenuta da varie associazioni e sigle sindacali, è stata attuata proprio con lo scopo di consegnare il dossier sul Tribunale al presidente Mattarella. Lo stesso dossier che lo scorso anno fu presentato al Consiglio Superiore della Magistratura nel corso di una prima manifestazione a Roma.

RIFIUTI ILLECITI
Il Nucleo investigativo di Polizia ambientale dei Carabinieri forestale di Cosenza ha denunciato due persone con l’accusa di gestione illecita di rifiuti speciali nell’ambito di un’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. Le denunce sono scaturite dal ritrovamento in un’area condominiale di via Beato Umile, in cui abitano numerose famiglie, di 560 pneumatici fuori uso, depositati sul suolo in violazione delle norme ambientali previste per tale attività e senza alcun tipo di sistema di sicurezza. Gli pneumatici sono stati posti sotto sequestro. Le due persone denunciate sono il gestore e l’amministratore unico di un esercizio commerciale ubicato nelle vicinanze e da dove provenivano gli pneumatici sequestrati.

BANCAROTTA FRAUDOLENTA
Gli amministratori di una società cosentina operante nel settore edile sono stati denunciati dalla Guardia di finanza per bancarotta fraudolenta. La società, formalmente gestita da un amministrare fittizio, dopo aver accumulato debiti per circa 5 milioni di euro, ha ceduto i beni aziendali ad altra società controllata dallo stesso amministratore ed è stata avviata la procedura di fallimento. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Cosenza, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura diretta da Mario Spagnuolo, hanno accertato che prima della dichiarazione di fallimento, la società, per evitare il pagamento dei debiti, ha venduto terreni e mezzi oltre la titolarità di attestazioni di qualificazione necessarie per la partecipazione alle gare pubbliche, vera “ricchezza patrimoniale”. Al termine dell’operazione la società si è dimostrata una “scatola vuota” non più in grado di saldare i debiti. Il vero amministratore e quello fittizio sono stati denunciati e i beni ceduti sequestrati.

STALKING E MINACCE DI MORTE
Per anni ha subito minacce di morte e violenze dal convivente, ma alla fine, esasperata, si è rivolta ai poliziotti del Commissariato di Lamezia Terme. E’ così che ad un 47enne è stato notificato il divieto ad avvicinarsi a meno di 100 metri dai luoghi frequentati dalla parte offesa emesso dal gip su richiesta della Procura lametina. Dalle indagini è emerso che nel corso della relazione, durata 8 anni, l’uomo avrebbe minacciato di morte la compagna, l’avrebbe percossa in più occasioni e l’avrebbe offesa, ingenerando nella donna un perdurante stato di ansia, di paura e timore per l’incolumità sua e dei suoi cari. Gli agenti, svolti gli accertamenti, hanno redatto un’informativa alla Procura che ha emesso il provvedimento per stalking. La Questura di Catanzaro, da tempo, ha aperto due caselle di posta elettronica per ricevere segnalazioni da parte di donne vittime di violenza (spazioascolto.cz@poliziadistato.it) e da parte di vittime di bullismo (bullismo.cz@poliziadistato.it).

 

 

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