Cosenza News 24 edizione del 3 ottobre

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Un’insegnante di lingua inglese, in servizio in una scuola media dell’hinterland cosentino, è stata condannata in primo grado per aver scritto con la penna biro sulla fronte di un alunno la parola corretta da utilizzare. La donna è stata ritenuta colpevole di abuso dei mezzi di correzione e condannata a due mesi di reclusione (pena sospesa), oltre alle spese processuali e alla liquidazione dei danni in favore della parte civile.

La classe politica locale, – denuncia in una nota il comitato Prendocasa Cosenza – da sempre, si è guadagnata clientele elettorali e profitti economici grazie alla malagestione delle politiche abitative, sfruttando il bisogno di migliaia di cittadini. Dinnanzi a questa realtà, in decine a Cosenza abbiamo deciso di aprire le porte di immobili abbandonati al degrado per riqualificarli e restituirli alla città, vivendoli quotidianamente. La città conosce, legittima e sostiene la nostra esperienza di lotta, come ci ha dimostrato in più occasioni. Se mesi fa gli sgomberi rappresentavano un rischio per le nostre occupazioni, oggi, purtroppo, sono una certezza e saranno eseguiti nelle prossime settimane. Ministero dell’Interno, Prefettura e Procura sono tutti concordi e decisi: il problema più urgente del nostro territorio sono le occupazioni. La Regione Calabria si sottrae al confronto, nonostante la presa di posizione ufficiale di giugno, facendo finta di non vedere e non sapere. Che fine ha fatto l’appello di Oliverio a non voltare lo sguardo di fronte alla povertà e al disagio, che fine ha fatto l’impegno della Regione a trovare possibili soluzioni alternative per evitare che decine di bambini, uomini e donne finiscano in mezzo a una strada o senza un futuro certo? Dobbiamo presupporre, ancora una volta, che le affermazioni del governatore rappresentino solo vacue dichiarazioni finalizzate a smuovere il banco della contrattazione elettorale, del consenso?

Scoperti dalla Guardia di Finanza di Scalea 24 lavoratori irregolari in quanto impiegati in parte in “nero” ed in parte attraverso l’utilizzo improprio di contratti di appalto di servizi. Coinvolte due società calabresi che si erano accordate al fine di impiegare manodopera attraverso la stipula un apparente contratto di appalto di servizi che, tuttavia, nascondeva una effettiva somministrazione di lavoro. I lavoratori, seppur formalmente assunti da una società di Lamezia Terme, prestavano di fatto irregolare attività lavorativa presso un’altra società dell’Alto Tirreno cosentino, in forza della sottoscrizione di un “appalto di servizi”: forma contrattuale molto diffusa tra le aziende in quanto consente di snellire le incombenze burocratiche legate all’assunzione e di fruire, al contempo, della prestazione lavorativa del dipendente

Un premio letterario importante che porta al Sud autori italiani e internazionali di indubbia fama. Lo scenario è quello suggestivo del teatro “Alfonso Rendano”di Cosenza e l’appuntamento è per le 17,30 di venerdì cinque ottobre. Il premio è quello per la “Cultura mediterranea”. Istituito dalla Fondazione Carical che taglia il traguardo della dodicesima edizione.

Il Crotone potrà continuare a giocare nel proprio stadio almeno fino alla fine del campionato. Il Tar della Calabria, in composizione collegiale, infatti, nell’udienza del 26 settembre scorso – la cui decisione è stata depositata oggi – ha confermato la sospensiva dell’efficacia degli atti della Soprintendenza archeologica della Calabria con i quali si imponeva la rimozione delle strutture amovibili di tribuna coperta e curva sud usate nel 2016 per ampliare lo stadio per affrontare il campionato di Serie A. Un provvedimento che, prima dell’avvio dell’attuale stagione, aveva causato l’inagibilità dello stadio. Il Tar ha rilevato che le strutture non hanno danneggiato i reperti nel sottosuolo ed impedirne l’uso avrebbe potuto creare un danno alla comunità. Inoltre, secondo i giudici, il Mibact non ha previsto per l’area dello stadio alcun intervento di valorizzazione archeologica. Il Tar ha fissato per il 19 giugno 2019 l’udienza pubblica per decidere definitivamente.

È rientrata con successo l’emergenza di sangue gruppo Zero Positivo verificatasi nel pomeriggio di Lunedì 11 settembre presso l’Ospedale Civile di Crotone.

Nella circostanza, la DottoressaPatrizia Leonardo, dirigente del Centro Trasfusionale, aveva comunicato al Presidente dell’Avis Provinciale di Crotone, Pietro Vitale, e al vicepresidente, Franco Rizzuti, che al Centro vi era una emergenza di sangue gruppo zero positivo, che non avrebbe consentito di arrivare fino a sabato

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