La dott. Aurora Crocco in una lettera pubblicata su Facebook

Ora è ufficiale: il sindaco di Spezzano Sila, Salvatore Monaco, ha firmato, lo scorso 16 gennaio, il decreto col quale ha ritirato le deleghe intestate alla sottoscritta che riguardavano la carica di vice sindaco, di assessore alla Pubblica Istruzione e di delega per Camigliatello Silano che mi erano state assegnate il 20 giugno 2016. Nel decreto, il sindaco afferma che, durante il periodo in cui ho svolto le mie funzioni “ha potuto valutare e ponderare l’azione politico amministrativa constatando con rammarico il venir meno del rapporto fiduciario e delle motivazioni alla base della nomina anche in ragione della prolungata permanenza fuori regione per ragioni lavorative”. Si tratta dell’ennesima bugia che il sindaco somministra ai suoi amministrati, anche perché la sottoscritta lavora fuori regione dal 2011 e quando sono stata implorata per candidarmi lo sapevano tutti. I miei voti (111 preferenze) sono stati determinanti per la vittoria, ma dopo il successo servivano menti non pensanti, bravi a dire solo “SI” in Giunta e in Consiglio e perciò per me non c’era più posto. Si doveva solo trovare il modo di farmi fuori politicamente. Il rapporto fiduciario a cui fa riferimento il sindaco non è mai venuto meno semplicemente perché non c’è mai stato. Sono stata l’unico vice sindaco nella storia del nostro paese a non aver mai avuto in consegna le chiavi della stanza del sindaco; anche quando capitava di assentarsi per qualche giorno, non sono stata mai coinvolta in una sua sostituzione neanche e solo per visionare la posta in arrivo.. Di quale fiducia parliamo? Di quella mai concretizzatasi allorquando aveva promesso, dopo le mie forzate e quasi estorte dimissioni da consigliere (“perché altrimenti avrò dei problemi nel partito” le sue parole) aveva promesso anche di affidarmi la responsabilità dei Vigili Urbani (cosa che comunque già seguivo dal momento che non esiste un comandante) per poi scoprire che lo aveva promesso a molti altri e che ancora non ha concesso a nessuno? Di quella che mi ha rivelato il suo vero volto e la sua vera indole quando si doveva approvare in Giunta un progetto da presentare al Ministero per accedere a dei finanziamenti per l’apertura di uno Sprar? Prima dell’approvazione ho chiesto di poterlo visionare, come penso fosse nei miei diritti e nei miei doveri di amministratore, ma mi è stato risposto di approvarlo per poi vederlo visto che era depositato negli uffici comunali. (per la cronaca ero venuta a conoscenza da fonti sicure e appartenenti ad una cooperativa ben nota alla comunità spezzanese che quel progetto era stato redatto da un’associazione della provincia di Reggio Calabria che affiancava la succitata cooperativa in quando non in possesso dei requisiti richiesti dalla legge per un’eventuale futura gestione di questo Sprar.

Dopo le mie insistenze, il sindaco anziché chiarire i miei dubbi e smentire le voci che circolavano ha pensato bene di abbandonare la Giunta, inveendo violentemente contro la mia persona, minacciando di ritirare le mie deleghe. E tranne l’assessore Castiglione, nessuno dei presenti ha ritenuto opportuno prendere le mie difese. Da quel preciso momento è cominciata una campagna denigratoria contro la mia persona e c’è stato chi, come un noto esponente e membro del direttivo del PD durante un Gruppo di Maggioranza, ha cominciato ad affermare che la mia lontananza rappresentava un problema e la discussione si è spostata nella sezione del PD (partito, è giusto ricordarlo, del quale non ho mai avuto la tessera). So per certo che grazie ad una regia che non si palesa pubblicamente, al sindaco era stata minacciata la formazione di un gruppo consiliare all’interno della maggioranza (composta da un assessore e due consiglieri ) che doveva portare uno dei tre a sostituirmi alla carica di vice sindaco, qualcun altro a quella di assessore ed eventualmente un terzo a quello di delegato su Camigliatello.

Insomma, ero al centro di una compravendita di poltrone e di potere che si stava consumando in mia assenza, visto che era stato celebrato un processo ed ero stata condannata. Più volte ho chiesto un incontro al sindaco in presenza del gruppo di maggioranza per chiarire quanto stava accadendo, ma non ho mai ricevuto risposte anzi se poteva mi evitava e nel frattempo si consumavano i processi in contumacia verso la mia persona. La massima espressione della fiducia (ironia) che il primo cittadino ha avuto nei miei confronti si è registrata quest’inverno quando qualcuno ha sollecitato al Ministero di verificare tutti i giorni in cui mi ero assentata per mandato amministrativo. Una cosa vergognosa e una pagina orribile della politica spezzanese. Da tempo mi sentivo un’estranea, poco e per nulla coinvolta e facendo il paragone con le precedenti amministrazioni delle quali avevo fatto parte non potevo che trarre le mie conclusioni e cioè che si trattava di due livelli completamente diversi. In questo esecutivo (tranne che per rarissime eccezioni) regna la falsità, l’ipocrisia e l’incompetenza. Se si continua sulla strada intrapresa, per quel poco che ho imparato nella mia esperienza di amministratore tra non molto (a mio modesto parere) il comune finirà in dissesto finanziario perché manca un’oculata gestione. Pensavo di poter amministrare in maniera leale e trasparente e invece mi sono ritrovata a gestire solo quello che sta a cuore al primo cittadino e a vedere rapporti sottobanco con ogni tipo di elementi. Il capolinea arriva il 6 gennaio quando finalmente il sindaco si ricorda del suo vice e mi convoca nella delegazione di Camigliatello annunciandomi che con rammarico mi deve ritirare le deleghe perché è venuta meno la sua fiducia. “Ciò non deve interferire nel rapporto personale ed io resto a tua completa disposizione per qualsiasi cosa”. Riecco l’ipocrisia, la falsità, chiede di salvare il rapporto personale quando, per mesi ha ignorato la mia persona togliendomi il saluto e l’amicizia sui social da lui tanto usati. Ecco solo uno dei mille volti di un sindaco e di un esecutivo che davvero rappresenta un pericolo per il nostro paese. E’ ovvio che sono delusa, amareggiata e arrabbiata, ma davvero non potevo sacrificare la mia storia personale e la mia dignità in cambio di una poltrona e di un incarico. Ho sempre conquistato tutto ciò che ho grazie solo a me stessa e alle mie capacità senza raccomandazioni e la mia storia lavorativa parla senza bisogno di ulteriori chiarimenti. Non so se altri che occupano gli scranni della maggioranza, possono affermare la stessa cosa.
D.ssa Aurora CROCCO.
Spezzano Sila.

Articolo uscito anche sulla Provincia Cosentina

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