Miniguida ai laghi minori d’Italia Lago Cecita

a cura di Francesca Fiore Fonte : il Gambero Rosso

Ai confini del Parco Nazionale della Sila, procedendo da Cosenza verso est, dove il paesaggio si fa via via sempre più selvaggio, compare d’improvviso una distesa d’acqua: è il Lago Cecita. Fra i più grandi del Sud Italia, è un bacino artificiale perfettamente integrato con l’ambiente: per la guida ai laghi minori d‘Italia oggi vi raccontiamo cosa mangiare e cosa vedere intorno al Lago Cecita.

Un mondo sotto il lago

parco-pollino-2-600x400Malgrado il Lago Cecita sia interdetto alla balneazione, le sue sponde sono meta di turisti e appassionati di pesca sportiva. Creato per esigenze energetiche attorno al 1951 dallo sbarramento del fiume Mucone, che nasce alle pendici del Monte Curcio, si è talmente integrato con la natura circostante da sembrare naturale e da assumere un’importante valenza turistica.

Ma i segreti del Lago Cecita sono diversi, in particolare per quello che custodisce sotto le sue acque: questo bacino artificiale infatti nasconde un incommensurabile patrimonio archeologico venuto alla luce solo pochi anni fa. Dagli scavi archeologici sulle sue rive, nel 2004, sono state rinvenute antichissime testimonianze che risalgono all’uomo di Neanderthal. Ma già tra la fine del neolitico e l’inizio dell’età del rame (3800-3300 a.C.), la Sila venne occupata da agricoltori e pescatori che vi stabilirono degli insediamenti, sfruttando gli antichi bacini lacustri di Arvo e Cecita per la pesca. Altre tracce risalenti all’età del bronzo sono venute alla luce negli anni successivi. I ritrovamenti più importanti, però, sono dell’età greca, con un insediamento a breve distanza da Camiglianello Silano che custodisce anche un santuario scoperto. Sul terrazzo Forge di Cecita è stato rinvenuto un monumentale complesso sacro di età greca (VI° – III° secolo a.C.) da cui sono emerse punte di lancia in ferro, giavellotti ed asce. Infine, altri scavi hanno messo in luce un insediamento di età romana risalente ad un periodo fra il III secolo a.C. ed il III secolo d.C. dedicato all’estrazione e lavorazione della pece.

Cosa fare intorno al Lago Cecita

La pesca sportiva è l’attività più seguita sulle sponde del Lago Cecita: qui si trovano la trota fario, esemplare autoctono, la trota iridea, il coregone e l’anguilla. Intense anche le attività di bird-wacthing, grazie agli splendidi uccelli che sorvolano il lago, sia stazionari che migratori:  i palmipedi, i trampolieri e l’anatra selvatica, conosciuta anche come germano. Naturalmente il Parco Nazionale della Sila, che lambisce il Lago Cecita, offre molte attività naturalistiche: a Cupone, frazione di Spezzano della Sila, c’è un centro di educazione ambientale con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico e un orto botanico. Il percorso di circa 350 metri che si snoda dentro l’orto botanico è stato pensato anche per i non vedenti: tutte le piante sono accompagnate da schede in braille e con caratteri marcati per gli ipovedenti. Con una superficie di 10.400 mq e 115 specie autoctone della flora montana calabrese, è uno dei luoghi più belli della Calabria. Il percorso si trova nel Riserva naturale “I Giganti della Sila”, nota anche come Riserva naturale del Fallistro: qui si trovano 56 pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, i cui tronchi hanno un diametro di due metri e permettono agli alberi di arrivare ai 45 metri di altezza, creando un perfetto colonnato naturale.

Sono molti i percorsi naturalistici più o meno avventurosi da fare nel Parco che d’inverno diventa una delle mete più gettonate per il turismo sciistico. Se volete visitare la Sila d’inverno vi consigliamo di alloggiare a Camigliatello Silano, località montana del comune di Spezzano della Sila, a 1.300 metri di altitudine. Il paese dispone di un moderno impianto di risalita, di due piste da sci e di una pista per lo sci di fondo.

Cosa mangiare


Oltre ai numerosi pesci d’acqua dolce che si possono gustare ai nei dintorni del Lago Cecita, la zona offre vari prodotti legati alla cucina contadina. Uno dei più celebri è la Patata Silana, che nasce anche grazie alle acque del bacino e ha ricevuto la certificazione Igp dalla Commissione Europea nel febbraio 2010. Grazie al clima umido, le zone cicaciocavallo-podolicorcostanti sono ricche di funghi, che vengono celebrati, così come succede con la patata, nella sagra di Campigliatello Silano. Sono molti gli ortaggi coltivati in queste zone, ma è la produzione di formaggi tipici ad attrarre molti appassionati alle pendici della Sila: il Caciocavallo Silano, formaggio Dop semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca, la provola silana e il pecorino, la ricotta di capra o pecora, la giuncata. Per quanto riguarda le carni, è il maiale ad essere al centro della gastronomia: il Suino Nero Calabrese, o anche Appulo Calabrese, è uno delle razze più tipiche, ma si allevano anche capre rustiche, conigli, asini, pecore e vacche.

Fonte il Gambero Rosso http://www.gamberorosso.it/

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