Notizie della Calabria del 11 maggio

Ascolta il radiogiornale della Calabria

notizie1     

CONFISCATE 4 OPERE D’ARTE
Quattro opere d’arte in marmo di un valore stimato di 150 mila euro sono state confiscate all’imprenditore reggino Gioacchino Campolo, noto come il “re dei videopoker”, ritenuto contiguo a cosche di ‘ndrangheta e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio e dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza. Si tratta di un altare chiesastico – fontana da chiesa, composto da 6 pezzi; due statue raffiguranti un personaggio maschile e uno femminile; una cornice – porticina di tabernacolo. Le opere sono esposte a palazzo Crupi di Reggio – insieme a 125 dipinti già confiscati a Campolo – nell’ambito di una mostra permanente delle opere confiscate alla mafia. A Campolo, negli anni scorsi, sono stati sequestrate – e molte confiscate – opere d’arte per 432 milioni di euro tra le quali dipinti di de Chirico, Fontana, Guttuso, Dalì, Sironi e Carrà.

MIGRANTI A CROTONE
Sono giunti nel porto di Crotone 861 migranti soccorsi dalla nave di Medici senza frontiere “Vos Prudence” in tre interventi diversi in acque internazionali al largo della Libia.
Il gruppo di migranti é composto da 805 uomini, 56 donne ed un centinaio di minori non accompagnati. Tra loro una neonata di cinque giorni nata su una spiaggia in Libia e la cui madre é morta durante il parto per emorragia. La neonata è stata accompagnata nel viaggio dal padre e da una donna che si è presa cura di lei dalla nascita. Sta bene ed è stata portata nel reparto di neonatologia dell’ospedale di Crotone.
I migranti provengono da vari Paesi: Siria, Libia, Pakistan, Nigeria, Somalia, Eritrea, Mali, Sudan, Guinea e Repubblica Centroafricana.
L’attività di accoglienza ed assistenza ai migranti é stata predisposta dalla Prefettura di Crotone. Dopo le operazioni di identificazione i migranti saranno trasferiti in varie regioni, secondo il piano di riparto stabilito dal Ministero dell’Interno.

IN RICORDO DELL’AVVOCATO FRANCESCO PAGLIUSO
Sciarpa blu al collo, come quella che amava indossare, e fiaccole in mano. Così ieri sera Lamezia Terme, a nove mesi dalla sua uccisione, hanno voluto ricordare l’avvocato Francesco Pagliuso con un corteo silenzioso che, partito dal luogo del delitto, è giunto davanti il tribunale. Accanto alle sorelle Angela ed Antonella ed alla famiglia del penalista, si è raccolta la città in un abbraccio al quale si sono aggiunti i colleghi del Foro di Catanzaro.
Anche la Chiesa, con il vescovo Luigi Antonio Cantafora, il Comune di Lamezia con il sindaco Paolo Mascaro, quello di Soveria Mannelli, paese di cui era originario Pagliuso, rappresentato dal sindaco Leonardo Sirianni, hanno portato la vicinanza delle istituzioni alla famiglia Pagliuso. “Pensate veramente di avermi spento?” era scritto su uno striscione con la foto di Pagliuso in toga che ha aperto il corteo il cui avvio è stato dato dalla sorella Antonella con il lancio di una rosa nel cortile dove venne ucciso.

SFRUTTAMENTO E FAVOREGGIAMENTO DELLA PROSTITUZIONE
Due donne, madre e figlia, di 45 e 19 anni, sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Rende con l’accusa di organizzazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di minorenne.
I provvedimenti scaturiscono da una richiesta, avanzata dalla Procura di Catanzaro, di aggravamento della misura del divieto di dimora nella regione Calabria cui le due donne erano state sottoposte nei giorni scorsi. Entrambe sono coinvolte nell’inchiesta che ha portato alla luce la vicenda di due fratellini di Bisignano di 15 e 13 anni costretti a prostituirsi che hanno portato, tra marzo ed il 6 maggio scorso, a 6 arresti disposti dal gip Barbara Saccà su richiesta del pm della Procura di Catanzaro Debora Rizza e del procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, con la supervisione del procuratore Nicola Gratteri. Le donne avrebbero approfittato delle precarie condizioni economiche del ragazzino inducendolo ad avere rapporti con un anziano e intascando parte del profitto delle prestazioni.

NON CONSEGNAVA LA POSTA. DENUNCIATO
Invece di consegnare la posta, la teneva a casa propria. Per questo motivo un postino di 39 anni, è stato denunciato dai carabinieri del Gruppo di Locri e da quelli di Sant’Ilario dello Ionio per violazione, sottrazione o soppressione di corrispondenza. I militari hanno ricevuto diverse segnalazioni di cittadini che lamentavano il mancato recapito della corrispondenza, hanno avviato le indagini, effettuando una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’uomo dove hanno rinvenuto oltre 40 Kg di corrispondenza che è stata sottoposta a sequestro. Nel gennaio scorso, i carabinieri avevano già denunciato un 59enne della zona, in servizio in un Centro secondario di Distribuzione postale della Locride, perché ritenuto responsabile dello stesso reato di sottrazione e soppressione di corrispondenza. In quel caso, il postino era stato sorpreso mentre buttava della corrispondenza in un cassonetto della spazzatura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *