Notizie della Calabria del 21 Giugno

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Basta con convegnistica, propaganda elettorale e annunci. È arrivato il momento dei fatti concreti. Servono interventi che possano dare speranza ai calabresi, giovani e meno giovani, occupati e disoccupati. Basta scontri poi tra Regione e Commissario sulla Sanità. Occorre garantire i servizi, piuttosto, alle fasce più deboli della popolazione”. Sono alcune delle richieste di Cgil, Cisl e Uil che hanno inscenato a Catanzaro una manifestazione alla Cittadella per sollecitare alla Regione “l’attivazione di politiche attive per il lavoro”.
“Al Governo regionale – hanno sottolineato i sindacati prima di incontrare l’assessore Roccisano e il presidente Oliverio – mandiano messaggi molto chiari da diverso tempo. La pazienza ha un limite e oggi è totalmente esaurita. Così si compromette il confronto con la Regione in quanto fino ad oggi non sono arrivati fatti concreti a favore del precariato e dei lavoratori ex percettori di ammortizzatori in deroga”.

La Polizia di Agrigento ha fermato John Ogais, nigeriano, 25 anni. L’uomo, che si trovava nel Cara “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto, è accusato di far parte di un’organizzazione criminale che gestiva la tratta di migranti tra la Libia e la Sicilia, di sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento di immigrazione clandestina. Sarebbe poi responsabile di torture e sevizie nella prigione di “Alì il Libico”, altro componente dell’associazione criminale, dove i migranti aspettavano di partire Ogais sarebbe anche uno dei complici di Sam Eric Ackom, ghanese, arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento a marzo scorso. L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento diretta da Giovanni Minardi, dalla Squadra Mobile di Crotone diretta da Nicola Lelario e dallo Sco, è stata coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dal pm della Dda Gery Ferrara e dalla pm Giorgia Spiri.

Ventiquattro genitori sono stati denunciati dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro per l’abbandono scolastico dei loro figli. Le verifiche hanno riguardato tutta la provincia e sono state compiute nell’ambito delle iniziative a tutela dei giovani, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale ed in stretto contatto con la Procura per i Minorenni di Catanzaro. La maggior parte dei casi è stata riscontrata nei comuni di Lamezia Terme e Catanzaro. Qui i militari delle Compagnie, in sinergia con i responsabili degli istituti scolastici del comprensorio, hanno raccolto notizie ed utili elementi che hanno poi portato alla denuncia dei 24 genitori.

Un taglio boschivo di circa 1000 piante di Pino Laricio nel Parco Nazionale della Sila è stato sospeso dopo che i carabinieri della Stazione Parco di Cava di Melis, dipendenti dal Reparto Parco della Sila, hanno riscontrato difformità nelle attestazioni progettuali. I militari hanno sequestrato gli alberi già tagliati – circa 300 piante per un valore di 39.000 mila euro – e denunciato alla Procura di Castrovillari il proprietario del fondo, la ditta boschiva, il tecnico progettista e i responsabili regionali del procedimento, indagati, a vario titolo, per false attestazione del privato in atto pubblico, deturpamento di bellezze naturali, falso ideologico in atto pubblico e reati ambientali. Dai controlli è emerso che tutta l’area interessata dal progetto ricade nell’ambito della Zona 1 del del Parco e non, come falsamente attestato, in zona 2 dove tali opere sono consentite.
In Zona 1 i tagli sono vietati ad eccezione degli interventi per la conservazione e la prevenzione degli incendi.

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria-gruppo tutela spesa pubblica di Catanzaro, su delega della Procura, hanno sequestrato attrezzature per l’allestimento di tensostrutture espositive utilizzate per eventi fieristici, del valore di 600 mila euro. Le attrezzature erano state rubate in occasione di un evento fieristico di rilevanza nazionale tenutosi a Roma nel 2013, a danno di noti imprenditori del settore. Le indagini delle fiamme gialle hanno consentito di individuare un capannone, alla periferia di Catanzaro, in cui veniva custodita parte della refurtiva e che riconducibile al titolare di una ditta operante nello stesso settore, già noto alle forze dell’ordine, che è stato denunciato per ricettazione e abusivismo edilizio. Il materiale è stato riconosciuto dalle parti offese come quello rubato. I finanzieri hanno poi sequestrato ulteriore attrezzatura in un parco commerciale di Catanzaro oltre ad un’ampia tensostruttura montata sul lungomare di Falerna, anch’esse riconducibili al furto.

 

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