Radiogiornale Presila e Sila del 21 gennaio

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“La maxi inchiesta Stige della Dda di Catanzaro coordinata dal procuratore Nicola Gratteri restituisce una realtà criminale del territorio che va dall’alto jonio all’altopiano silano tra le province di Crotone e Cosenza estremamente preoccupante perché, secondo gli investigatori che sono riusciti a ricostruire 15 anni di storia criminale del clan Farao-Marincola, la presenza delle cosche negli enti locali mette a rischio la stessa libertà di voto”.
A trarre le proprie considerazioni sull’accaduto è Legambiente: “la struttura criminale del clan Farao-Marincola viene descritta così radicata nel territorio che non necessita neanche più di fare intimidazioni, non serve poiché la stessa ‘ndrangheta ha subito una sorta di mutazione genetica tale che, dalle solite infiltrazioni dei clan nella vita economica, si è passati a una immedesimazione completa tra ‘ndrangheta e imprenditoria. Gli investigatori, oltre a chiedere ai calabresi di reagire, hanno sottolineano pure che la pericolosità della ‘ndrangheta non è solo nella sua capacità di controllare il territorio, ma anche nella sua enorme ricchezza che gli consente una straordinaria capacità corruttiva”.

E se alla fine ci appioppassero dall’alto le solite, vecchie candidature che con il territorio non c’entrano proprio nulla, che facciamo? Voteremo comunque allineati al volere dei partiti oppure sapremo riprenderci il nostro orgoglio, la voglia di riscatto e con coraggio sapremo opporci a questo modo – molto autoritario e poco democratico – di “concederci” le rappresentanze? Sono questi interrogativi e perplessità posti da Silvio Licciardi, dirigente locale di Forza Italia, a commento del condivisibile appello lanciato da un gruppo di amministratori, partiti e associazioni del territorio del Basso Jonio e della Sila Greca in vista dell’ormai imminente appuntamento elettorale di domenica 4 marzo 2018.

«Una Regione che fa acqua da tutte le parti. Numeri in negativo da far accapponare la pelle. Solo annunci, parole e inefficienza. Turismo fermo all’anno zero». Da un gruppo di operatori turistici calabresi, che si sono riuniti qualche giorno fa in un noto hotel di Cosenza, arrivano parole al vetriolo. Gli imprenditori partono da una percezione negativa del lavoro svolto dalla giunta. Dopo più di tre anni di legislatura, il governo regionale targato Mario Oliverio non ha affatto dato segni di rilancio per un comparto molto importante come quello turistico. È un’opinione che condividono nonostante l’aumento dei flussi, dovuto a fattori esogeni quali la pubblicità su riviste internazionali. Per loro «la Calabria non decolla in quello che potrebbe essere il primo fattore di rilancio del territorio. A dispetto di altre regioni limitrofe che, al contrario, fanno registrare grandi numeri in termini di affiancamento al sistema imprenditoriale. La politica è assente nei riguardi del nostro settore – spiegano –. Se non si incentivano le iniziative strutturali questi numeri non si registreranno nei prossimi anni perché la Calabria non è ancora dotata di un’offerta turistica in linea con il fabbisogno richiesto dal mercato

Sole e tanta neve. Centinaia di sciatori sono stati richiamati sulle piste da sci di Camigliatello Silano, nella Sila cosentina. Complici le abbondanti nevicate tra sabato e domenica. I calabresi non hanno perso tempo e già dal mattino presto hanno infilato gli scarponi, messo gli sci e passato l’intera giornata sugli impianti. Le continue spolverate di neve fresca hanno reso i tracciati soffici, facili da sciare e divertenti. Agli inesperti hanno pensato gli istruttori che hanno lavorato tutto il giorno, con corsi per singoli sciatori o per gruppi.

È operativa la nuova sede del Distaccamento Permanente dei Vigili del fuoco di San Giovanni in Fiore. Una struttura funzionale, capace di garantire una presenza qualificata e professionale, per rispondere all’esigenza, fortemente sentita, di dotare un distretto costituito dai territori dell’altopiano della Sila, a grande vocazione turistica, di un servizio indispensabile per la sicurezza della comunità stessa. La nuova sede è collocata in una posizione baricentrica fra le città di Cosenza e Crotone; infatti l’operatività della sede di San G.nni in Fiore copre i territori dell’altopiano silano dei comuni di Spezzano Sila, Spezzano Piccolo, Celico, Aprigliano, S. Pietro in Guarano, Bocchigliero, Longobucco e Campana della provincia di Cosenza e dei comuni di Savelli, Castelsilano, Caccuri, Cerenzia e Crotonei della provincia di Crotone.

I carabinieri forestali della Stazione Parco di Cotronei, nel Crotonese, nell’ambito di una attività mirata al contrasto di furti di piante hanno tratto in arresto F.G., 28enne del posto e F.T., 30enne di Crotone, per furto di legna e danneggiamento. I due sono stati sorpresi in località “Zagarogno” in un’area di proprietà demaniale ricadente in “Zona 1” del Parco Nazionale della Sila, mentre avevano appena abbattuto illecitamente tre alberi di alto fusto di quercia di altezza variabile tra 12 e 18 metri. L’intervento dei militari ha evitato che il reato comportasse il taglio di ulteriori piante. Si è quindi proceduto al sequestro della motosega e del fuoristrada usato dai due uomini. L’autorità giudiziaria competente, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto la remissione in libertà.

In diverse zone della Sila vengono segnalati, in questi giorni, avvistamenti di presunti lupi con diffusione di immagini e illazioni sugli animali immortalati, congetture e ricostruzioni fantasiose su possibili scenari del tutto destituiti da fondate ragioni. Legambiente Calabria vuole ricordare, al fine di evitare inutili allarmismi, che non esistono evidenze storiche recenti di episodi di aggressione da parte di lupi alle persone, nella regione Calabria come nel resto del territorio nazionale ed europeo. Molti degli avvistamenti segnalati in varie situazioni ed in diversi contesti in Italia, spesso riguardano non lupi, ma canidi di diverso tipo e, sebbene nell’areale Silano il lupo sia ovviamente una presenza storica ormai accertata da tempo, è necessario dire che questo importante predatore dei nostri ambienti montani, che riveste un ruolo ecologico di grande importanza nel mantenere gli equilibri dei nostri ecosistemi, è estremamente elusivo e rifugge, quando possibile, la presenza dell’uomo.

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