Traffico sulla 107: Cannavino chiusura in primavera per otto mesi, si tenta di limitare i disagi

Istituzioni al lavoro per stabilire strategie utili a rendere più agevole il transito dei 20mila veicoli che viaggiano ogni giorno tra la costa tirrenica cosentina e Crotone

COSENZA – Oggi si è tenuta, presso la Prefettura di Cosenza, presieduta dal Prefetto Galeone ed allargata ai Sindaci del comprensorio, una riunione del Comitato Operativo per la Viabilità Provinciale (COV), per stabilire strategie congiunte ed azioni finalizzate a mitigare i disagi alla cittadinanza ed all’utenza stradale, in considerazione della chiusura totale del viadotto prevista entro l’inizio della primavera per un periodo di circa otto mesi. Il Viadotto, lungo 400 metri e alto 120 metri, noto alle cronache per la tragedia avvenuta nel lontano 1972 quando crollò e due operai morirono precipitando nel vuoto, è parte dell’unica arteria di collegamento primaria tra la costa tirrenica del cosentino e la città di Crotone ed è utilizzato quotidianamente da un bacino di circa 20.000 cittadini residenti in vari comuni e, nel periodo estivo, anche dai vacanzieri, ed è stato già oggetto di interventi di consolidamento negli ultimi anni.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte anche i rappresentanti di un comitato spontaneo di cittadini, il Prefetto Galeone, dopo aver offerto momenti di confronto nei quali compensare le esigenze emerse al tavolo, ha fissato un nuovo incontro in Prefettura nel mese di febbraio, ove saranno definitivamente individuati i percorsi alternativi, la cui fruibilità sarà garantita con interventi di mitigazione e compensazione, per la definizione dei quali Anas ed i Sindaci del comprensorio, accogliendo in tal senso l’invito fatto dalla Prefettura, cominceranno a riunirsi già dalla giornata di domani. In conclusione il Prefetto Galeone ha chiesto di essere costantemente aggiornata in considerazione della importanza strategica del Viadotto Cannavino e delle necessità di garantire, al contempo, la celerità dei lavori ed il minimo disagio per le comunità locali interessate.

Fonte: QuiCosenza.it

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