Prodotto del mese – Le cime di rapa

Continua il nostro appuntamento con un prodotto del mese. Scopriamo insieme le cime di rapa. Iniziamo dal capire come sceglierle al meglio, ecco cosa guardare prima di acquistarle. Devono essere di colore verde bello acceso, controllate che non abbiano delle macchie o parti giallognole, le foglie devono essere fresche e non fiorite e gli steli diritti. E per finire non devono avere segni di decadenza nella parte finale delle foglie. Ricordate di fare attenzione a queste indicazioni prima di acquistarle poiché delle cime di rapa, se buone, si usano quasi tutte le parti. Gli abbinamenti che vi consiglio di provare sono con i molluschi, con le acciughe e con i pesci grassi.

Adesso passiamo alla ricetta con questa fantastica verdura, una ricetta un po’ particolare, che si presta a tanti utilizzi: saltata con la pasta, oppure fredda con il riso o per accompagnare la carne o il pesce. A voi la scelta! Poi, se volete, ditemi come l’avete utilizzata nei commenti, a me farebbe molto piacere.

Ingredienti per 4 persone

800g di cime di rapa
20cl di olio di oliva
40g noci sgusciate
50g di pecorino romano grattugiato
sale e pepe q,b,

Preparazione del piatto

Iniziamo pulendo le nostre cime di rapa e lavandole per bene sotto l’acqua corrente. Poi prendiamo una pentola capiente e riempiamola per metà di acqua e portiamo l’acqua ad ebollizione.

Saliamo l’acqua e caliamo le nostre cime di rapa. Facciamole cuocere per circa 40 minuti. Passato questo tempo, scoliamo e asciughiamo per bene con l’aiuto di un po’ di carta assorbente.

Prendiamo un frullatore inseriamo metà dell’olio, le cime di rapa e le noci; frulliamo inserendo l’altra metà dell’olio a filo. Poi aggiungiamo il pecorino e continuiamo a frullare: dobbiamo ottenere una crema bella omogenea. Aggiustiamo di sale e pepe ed ecco pronto il nostro pesto da usare come meglio preferiamo.

Se volete interagire con me, andate sulla mia pagina Facebook Chef Piero Cantore o sul mio profilo instagram chefpierocantore, se avete domande su questa o su un’altra ricetta sono a vostra disposizione.
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Parco Nazionale della Sila, fototrappole e droni contro le violazioni ambientali.

Curcio e Cerminara: «Fondamentali le azioni di salvaguardia territoriale realizzate dal Reparto Carabinieri P.N. “Sila”»

È recente la notizia riguardante l’individuazione e la denuncia dell’autore dell’avvelenamento di due cani meticci nel comune di Albi (CZ), in territorio ricadente all’interno del Parco Nazionale della Sila. Grazie al proficuo lavoro del Reparto Carabinieri P.N. “Sila” – Comando Stazione di “Monaco”, coadiuvato dal Servizio Veterinario dell’Asp di Catanzaro – si è addivenuti alla determinazione del responsabile dell’azione in argomento, il quale è stato prontamente denunciato all’Autorità Giudiziaria. Fondamentali, a questo proposito, sia le testimonianze dei cittadini, che hanno dimostrato una forte coscienza ecologica, sia le immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza installate sul territorio. 

Tale risultato è dimostrazione del capillare impegno dell’Ente Parco Nazionale della Sila, che attraverso il Reparto Carabinieri P.N. “Sila”, garantisce la conservazione, la sorveglianza ed il monitoraggio dell’altopiano e della Riserva della Biosfera Mab Sila, anche con l’ausilio di strumenti investigativi non convenzionali ed al passo con l’innovazione tecnologica.

Fototrappole (circa 100 sono quelle fornite dal Parco) e droni risultano, del resto, alcuni dei fondamentali dispositivi nel tempo adottati dall’Ente Parco. Strumenti dimostratisi assai utili al Reparto Carabinieri P.N. “Sila” – il quale opera nell’area protetta del Parco stesso, avvalendosi di sette Comandi Stazione Carabinieri “Parco” – nel corso dei propri controlli avverso, tra le altre cose, maltrattamento degli animali, reati contro il patrimonio naturale e abbandono dei rifiuti. 

Un lavoro, dunque, sinergico quello che vede protagonisti Ente Parco e Reparto P.N. “Sila”; un lavoro che è, soprattutto, caratterizzato da un comune e condiviso obiettivo: tutelare e salvaguardare il territorio silano e chi lo vive quotidianamente. 

Non a caso, di estrema importanza è quanto svolto, con vincolo di dipendenza funzionale dall’Ente Parco per iltramite del Comandante Angelo Battista Roseti, dal citato Reparto, il cui piano operativo è stato, proprio a gennaio 2021, approvato. Si tratta di: sorveglianza dell’intero territorio del Parco e, in particolare, di tutto il suo patrimonio naturale, paesaggistico, estetico e culturale; verifica del rispetto dei provvedimenti amministrativi dell’Ente Parco; monitoraggio del territorio e delle sue risorse; interpretazione naturalistica; emergenza ambientale; assistenza e soccorso alle popolazioni residenti e ai visitatori del Parco in caso di necessità e/o calamità; tutela delle aree SIC e ZPS incluse; collaborazione e supporto logistico ai progetti di ricerca scientifica, di monitoraggio ambientale e censimenti faunistici; attività specifiche mirate all’educazione ambientale, divulgazione e informazione ambientale e quant’altro.

I risultati sono evidenti. Il Presidente dell’Ente Parco Francesco Curcio e il Direttore f.f. Domenico Cerminara esprimono soddisfazione: «Siamo assolutamente orgogliosi delle nostre attività di tutela ambientale, nonché del lavoro posto in essere dal Reparto, che si batte giorno dopo giorno per salvaguardare il Parco Nazionale della Sila».